04/03/2020

4 marzo 1943

Iskra Menarini ci racconta Lucio Dalla

Il 1° marzo di otto anni fa ci lasciava Lucio Dalla, architrave portante della musica e del cantautorato italiano nel mondo, che oggi avrebbe compiuto 77 anni.

Fuori da ogni etichetta o precisa classificazione musicale, le magiche canzoni di Lucio Dalla, a distanza di sessant’anni dal suo primo approccio alla musica Jazz, ci fanno ancora salire i brividi lungo la schiena. Sfido chiunque nel resistere a canticchiare le sue canzoni che a distanza di otto anni dalla sua scomparsa, sono ancora nei nostri cuori e nel cuore della SUA Bologna. Una città, dove è in certi periodi dell’anno è possibile sentire riecheggiare le canzoni sotto ai possenti portici, quasi come se la città fosse un mastodontico gigante e la musica di Lucio il suo potente respiro.

Volevo dedicare questo articolo a Lucio Dalla, per ringraziarlo delle emozioni che provo e dei brividi lungo la schiena quando ascolto le sue canzoni, che da sempre uniscono l’Italia intera. Ho avuto modo di parlare con Iskra Menarini, originaria di San Felice ma di origini francesi, che per più di vent’anni (26 per precisione) ha collaborato con la sua magica e potente voce al fianco di Lucio, affiancandolo in “Tosca Amore Mio” nel ruolo di Sidonia la veggente, nel brano “Quasi Amore” presentato al Festival di Sanremo del 2009, e in numerosi video musicali tra cui quelli di “Lunedì”, “Attenti al Lupo” e “Ciao”. Iskra inoltre ha avuto un ruolo nell’ultimo film di Pupi Avati “Il signor Diavolo”.

Con Iskra ho parlato al telefono per quasi un’ora e posso dire di aver trovato un’amica; quasi ci conoscessimo da anni e anni. Mi ha parlato di lei, io le ho parlato di me. Quando mi parlava di Lucio, io sono rimasto attonito: era come se lui fosse lì con noi e ci stesse ascoltando, guardandoci con quel suo sguardo sempre attento, proprio come mi racconta Iskra. “Era sempre attento a ogni dettaglio, anche se non sembrava, lui vedeva tutto. Era sempre un passo avanti, come le sue canzoni”- puoi prosegue - “Lucio mi ha insegnato ad ascoltare tutto, la terra, l’aria, gli animali e tutti i rumori della natura. Mi diceva sempre di guardarmi attorno, e così ho fatto.”

Iskra mi racconta la sua storia e mi sembra di tornare bambino: “ho cominciato con un gruppo di Bologna che si chiamava Tombstones, sono rimasta con loro per dieci anni e abbiamo anche inciso un disco. Poi nell’84 ho incontrato Lucio, con cui non solo ho collaborato, ma con cui ho condiviso tutto”. Mentre parlava, la sua voce, squillante come quella di una ragazzina sembrava tremare. In ogni parola di Iskra si percepisce l’amore per la musica e il ricordo indelebile di Lucio Dalla. Mi racconta anche di “Futura”, di come quella canzone sia ancora così attuale a trent’anni esatti dalla sua pubblicazione, e canticchia

“Chissà, Chissà domani, su che cosa metteremo le mani…”.

Dopo pochi minuti io e Iskra siamo in completa sintonia e, come se mi stesse confessando qualcosa, mi dice: “a Lucio penso tutti i giorni, mi manca”. Il mio cuore si è fermato per un attimo, mi ha toccato nel profondo. Ascoltando le sue parole mi viene in mente il testo di “Cara”:

”…Che pena che nostalgia, non guardarti negli occhi e dirti un'altra bugia. Almeno non ti avessi incontrato, io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato”

Nonostante tutto però, Iskra non si è mai fermata e ancora oggi, attraverso i suoi concerti e il suo album “Ossigeno - un viaggio nell’Anima”, interpreta in chiave personale i brani che Lucio amava, come quelli contaminati dal Jazz, alternando alcuni dei grandi successi di Dalla e le canzoni del suo stesso repertorio, che si possono trovare sul canale Youtube della stessa Iskra.

Dopo tutto il suo nome, Iskra, significa “scintilla”. Cos’altro aspettarsi?
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Autori: Alex Cestari.
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