08/03/2020

8 Marzo. Il valore delle donne e l'importanza del loro ruolo nella società di oggi

Chiacchierata con Elena Malaguti, professoressa di storia e filosofia al Liceo Morandi di Finale e Cavaliere della Repubblica Italiana

Oggi è l’8 Marzo, la festa della Donna. Per questa occasione abbiamo fatto una chiacchierata con Elena Malaguti, professoressa di storia e filosofia presso il Liceo M. Morandi di Finale Emilia, che negli anni si è dimostrata un forte valore aggiunto per il nostro territorio e il nostro paese. Elena, infatti, è stata assessore provinciale alla Scuola,Cultura e Giovani negli anni del sisma oltre che Vice-sindaco di San Felice nel 1995 nella giunta di Mauro Cestari. Da più di un anno è presidente della Fondazione Scuola di musica “C.&G. Andreoli” che interessa tutta l’area dei nove comuni della Bassa Modenese; nel 2019 inoltre ha ricevuto l'onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana.

Quando ho intervistato Elena, mi ha subito incalzato. Quasi non c’era bisogno di farle domande, lei sapeva già quello che mi voleva dire e per un attimo mi sono tornati in mente gli scorsi mesi, quando ero ancora dietro i banchi di scuola. Esordisce dicendomi che “Le festività e le ricorrenze sono sempre importanti perché ci danno sempre il modo di rompere la quotidianità, di soffermarsi un attimo e di riflettere” - poi prosegue- “ma sono anche dell’idea che certi valori andrebbero ricordati e vissuti sempre, non solo nel giorno istituzionale a loro dedicati”. Subito dopo poi, Elena stuzzica di nuovo la mia curiosità parlando degli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, in particolare il 4 e 5 che recitano rispettivamente:

”Offrire un’educazione di qualità, inclusiva e paritaria e promuovere le opportunità di apprendimento durante la vita per tutti" e "Realizzare l’uguaglianza di genere e migliorare le condizioni di vita delle donne”

La nostra conversazione prosegue senza pause ed Elena, che fino a quel momento sembrava una professoressa a tutti gli effetti, tira fuori la grinta e il timbro della sua voce cambia; non si può fare a meno di notare quanto abbia a cuore questo tema e aggiunge il suo punto di vista personale: “i problemi delle donne vanno inseriti in un contesto globale; i punti 4 e 5 rappresentano la cornice internazionale all’interno della quale istituzioni possono e devono muoversi, ma ricordiamoci sempre che ciascuno di noi ha un ruolo pubblico al di là delle istituzioni, ognuno di noi fa parte della comunità ed ha responsabilità sociali.”

Quanto poi alla nostra nazione - “l’obiettivo 4 è fondamentale per il nostro paese, così come l’obiettivo 5 che non solo ci consentirebbe di colmare definitivamente il gap, la differenza di genere tra uomini e donne nel rispetto del principio della uguaglianza nel pieno rispetto dell’art 3 della Costituzione, ma ci porterebbe al pari accesso alle cariche ed ai processi decisionali: darebbe inoltre un contributo determinante alla produzione della ricchezza, al PIL che oggi deve necessariamente rientrare nell'ottica della sostenibilità”

Insomma, Elena non usa mezzi termini e chiarisce subito la necessità, non solo della parità di accesso a lavoro ed istruzione delle donna, ma anche della possibilità per le stesse donne di “ sfondare il tetto di cristallo” esprimendo tutte le loro potenzialità senza mai tralasciare il problema della protezione, valorizzazione e tutela del lavoro femminile (come nel caso dei “lavori stagionali” o del lavoro di cura svolto all’interno delle famiglie) anche per quelle donne che negli ultimi decenni hanno vissuto quella forte trasformazione culturale e del mondo del lavoro e dei diritti che è ancora in atto e che ci deve far cambiare i nostri punti di vista ed allargare le tutele del lavoro.

Quando siamo ormai alle conclusioni, sento che la voce di Elena cambia ancora una volta e ora la passione nelle sue parole è ancora più forte: “abbiamo bisogno di un cambiamento culturale che ci permetta di recuperare e valorizzare le relazioni interpersonali che precedono e stanno alla base di ogni contesto politico, tornare all’ascolto, al rispetto, alla solidarietà reciproca che sembrano spesso un miraggio”.

Dopo qualche attimo di pausa, mi dice: “Vorrei che ci fosse una maggiore valorizzazione della unicità di ogni persona. Non si possono dimenticare in questa giornata le tante, troppe donne oggetto di violenza e prevaricazioni di ogni tipo. Vorrei una società più gentile e penso che la festa della donna possa darci un incentivo, un passo in più per accogliere questa idea”.

“Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società.”
Rita Levi Montalcini
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Autori: Alex Cestari.
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