22/04/2020

Rita Levi Montalcini: una vita dedicata alla scienza e ai giovani

111 anni fa nasceva un simbolo per l’Italia: contro i titoli e a favore del valore

Il 22 aprile 1909 nacque a Torino, da una colta famiglia ebrea, Rita Levi Montalcini. I valori e la concezione di vita vittoriana che contraddistinsero il suo nucleo familiare – per i quali una carriera scientifica avrebbe sicuramente messo in discussione i doveri di una brava donna e madre – la misero fin da subito in disaccordo col padre. Nonostante ciò nel 1930 iniziò gli studi medici, che non vennero messi in discussione nemmeno dalle leggi razziali del ’38, dalla sua fuga in Belgio e dalla sua latitanza terminata a Firenze nel ‘44.

Un periodo storico duro per qualsiasi persona, durissimo per una donna che decide di dedicarsi alla ricerca scientifica e abbandonare l’idea di incarnarsi nel perfetto ideale di donna degli anni 40. Nel 1947 si imbarcò per gli USA, nei quali rimase per 30 anni a condurre le sue ricerche in ambito neurologico. Ricerche che le fruttarono la scoperta del fattore di crescita nervoso (NGF): di fondamentale importanza per la comprensione della crescita delle cellule e di organi e che svolge un ruolo significativo nella comprensione del cancro e di malattie come l'Alzheimer o il Parkinson. Le stesse ricerche le consentirono nel 1986 di vincere il Premio Nobel per la Medicina, entrando così nell’Olimpo delle più importanti personalità scientifiche italiane e mondiali.

Nonostante la sua fama, i suoi successi e i suoi obiettivi apparentemente raggiunti, la Montalcini non si fermò mai: collaborò con l’Istituto Superiore di Sanità, con il CNR, con la FAO e infine venne nominata senatrice a vita da Carlo Azeglio Ciampi.

Caratterizzata da una fortissima immaginazione, si rivolse spesso - quasi esclusivamente - ai giovani in quanto ritenuti gli unici ancora in possesso di questa capacità. Dedicò gran parte della sua vita a parlare ed insegnare ai giovani e ad oggi, in Italia, ci sono più di 80 scuole che portano il suo nome. Nel 1999, intervistata da Tg Leonardo – in cui le venne chiesto come si immaginava il nuovo millennio - dichiarò: “beh dipende se riusciremo a dare a chi lo merita la leva del comando.. e la leva del comando va passata ai giovani e alle donne!”

Forte personalità e protagonista nella lotta alle disuguaglianze e all’illiberalità, una donna che aveva combattuto contro il credo degli anni in cui era cresciuta e che riuscì a dimostrare quanto determinazione e perseveranza fossero la strada del successo. Paladina e sostenitrice dell’istruzione, portavoce della cultura come simbolo e mezzo per la libertà.

Ma che messaggio ci arriva da questa icona?

Dopo aver ricevuto il più grande riconoscimento in ambito accademico dichiarò: “l’incontro coi giovani è stato il miglior premio che ho ricevuto. Mi ha dato enorme piacere e credo che lo abbia dato anche a loro”. Ecco, questo faceva di Rita Levi Montalcini una persona unica: non era solo una donna che era riuscita a raggiungere la vetta della scienza nelle difficoltà da cui era circondata, ma era un esempio per l’impegno concreto nel miglioramento della società contemporanea e futura. Una donna riuscita ad essere grande nell’umiltà. In un’intervista dichiarò: “Non mi aspettavo né fama né riconoscimenti: ero semplicemente felice di lavorare alla Robinson Crusoe.”

E allora da una grande icona del ‘900 abbiamo tutti un messaggio da cogliere. Noi giovani abbiamo bisogno di questo esempio, di vedere come la fede nei veri valori della vita e la determinazione – anche in momenti bui- portino al successo. Allo stesso tempo auspichiamo che chi ha il compito di educarci possa farlo con lo spirito, l’entusiasmo e la fiducia che Rita aveva nelle nuove generazioni, alle quali dedicò ogni suo libro e l’intera vita.
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Autori: Giulia Gambuzzi.
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