31/12/2019

L' anno che verrà

Riflessioni sul 2020 alle porte a cura di Matteo Silvestri

Ormai giunti al termine di questo anno, nella pausa tra i pasti impegnativi di Natale, Santo Stefano e quelli di Capodanno, vorrei offrirvi qualche spunto di riflessione.

Il 2019 è ormai ai titoli di coda, e se dovessi dare un titolo che riassuma parte di quanto accaduto userei il termine “piazza” per identificarlo.

Dopo anni in cui i social network hanno acquisito sempre più spazio a discapito dei luoghi di incontro reali, in cui ci si scambiava opinioni, si manifestava il proprio dissenso oppure si dava sfogo ai propri pensieri, si è verificata un’improvvisa inversione di tendenza di gran parte delle iniziative, che hanno riportato i cittadini in piazza a vivere e a incontrarsi di persona, e non più solo virtualmente. I motivi alla base di questo ritorno sono vari, ma le principali iniziative su cui vorrei focalizzare il discorso sono le manifestazioni per il clima dei “Friday for future” e il movimento delle “Sardine”.

Una premessa dedicata agli amici e alle amiche che credono ci sia qualche entità dietro questi movimenti: non focalizzate la vostra attenzione sulla possibile identità del mandante di questi messaggi, quanto piuttosto sul messaggio che viene trasmesso.

Provo a fare un lavoro di sintesi estrema, mi perdoneranno le Sardine ed i Friday for future, cercando di racchiudere il messaggio fondamentale che emerge da queste manifestazioni.

In prima battuta, si è verificato un ritorno in piazza di tanti giovani che si sono attivati in prima persona per realizzare qualcosa, e ciò è fantastico poiché ci si sbarazza del luogo comune che vede i giovani come individui svogliati, distaccati, viziati; soprattutto emerge un ritorno dei giovani al centro delle decisioni che determineranno il prossimo futuro, perché sono proprio questi che sceglieranno se continuare ad abitare nei nostri territori.

In seconda battuta, si chiede a gran voce una maggiore responsabilizzazione delle istituzioni e di chi ci rappresenta a fare politica nel senso alto del termine: di prendersi cura di tutti indistintamente e di affrontare i problemi non a colpi di tweet o live su facebook ma ritornando ad agire con lungimiranza per dare risposte a sfide cruciali come il cambiamento climatico e la rivoluzione digitale.

Il quesito fondamentale non è cosa questi movimenti vogliano diventare, bensì perché i partiti tradizionali non sono stati in grado, in questi anni, di fornire risposte adeguate a temi così importanti. A prescindere dal fatto che si intervenga o meno su tali questioni, le ricadute delle scelte o “non-scelte” di questi punti si ripercuotono e si ripercuoteranno sulla qualità delle nostre vite. Basti pensare agli eventi atmosferici sempre più estremi che in questi anni stanno modificando il nostro modo di vivere e le nostre scelte di consumo (chiedete ai Veneziani il crollo verticale del turismo in questi ultimi mesi dovuto alle maree record).

Nel rinnovare i migliori auguri di Buone Feste e felice anno nuovo, spero vivamente che il decennio che sta per aprirsi sia capace di riportare il dibattito politico al livello necessario per sperare in un futuro migliore e offrire le risposte adeguate, perché nel frattempo la lancetta del tempo scorre.
Argomenti: 
Autori: .
Condividi: 
Web designer: Alex Mengoli