22/05/2020

Come le api salveranno le nostre città

In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, è importante proteggere e salvaguardare l'esistenza di un insetto che ne contribuisce al miglioramento e al mantenimento

Che cosa succede quando in una città dal passato minerario i suoi cittadini decidono di impegnarsi per avere ciascuno un’arnia nel proprio giardino? Succede che da posto anonimo e sconosciuto, la città diventa capitale delle api. E’ quello che è avvenuto a Genk, cittadina belga di 65.000 anime definita il posto più green delle Fiandre, che con il suo Bee Plan dal 2013 ha trasformato il suo paesaggio come una sorta di Fenice: dalle ceneri del carbone ne ha ricavato prati verdi, api e persone (più) felici.

Tutto è iniziato con un cineforum, parola ormai desueta, ma che descrive benissimo il processo: una gruppo di circa 60 persone guarda un documentario pluripremiato chiamato “More than Honey - Un mondo in pericolo” (Markus Imhoof, 2013) e ne esce con una serie di idee per la città. Un gruppo di ambasciatori delle api, una serie di attività per i cittadini e le scuole e un piano per lo sviluppo del paese bee-friendly. Un esempio perfettamente riuscito di attività co-partecipata, che ha bandito pesticidi e fertilizzanti, ha reso tutti i giardini pubblici e privati a prova di ape, compostiere nelle scuole, torrette per le api sparse qua e là.

Ma non sono solo le api ad aver trovato giovamento da queste azioni: tutti gli abitanti hanno cominciato una transizione verso la sostenibilità, instaurando un circolo vizioso e positivo che ha portato benefici al turismo, alla riduzione dell’inquinamento fino al cambiamento delle governance della città.

La lezione che se ne ricava è che qualsiasi paese, grande o piccolo che sia, può essere ricordato ed entrare nei libri come caso di studio, se si impegna a favore dell’innovazione sociale, della sostenibilità, del cambiamento virtuoso. Così esemplare che Lavazza ha deciso di includere Genk tra i 6 progetti “buoni per il pianeta” all’interno del Calendario 2019, dove, per l’occasione, l’artista Millo (alias Francesco Camillo Giorgino) ha omaggiato la città con uno splendido e gigantesco murales a tema.

Tra il 20 maggio, Giornata Mondiale della Api da soli due anni, e il 22 maggio, Giornata Internazionale della Biodiversità, ci sono due giorni per prendere coscienza che prima di tutto dobbiamo imparare a riconoscere le api, a non averne paura e, soprattutto, a non ucciderle. Sì, perchè sembra che Albert Einstein andasse dicendo che “se le api scomparissero dalla terra, per l’uomo non resterebbero che 4 anni di vita”. Anche se non si è sicuri che sia proprio lui l’autore di questa frase, si può essere certi che le api contribuiscono al miglioramento e al mantenimento della biodiversità, ricordandoci che viviamo in un sistema interconnesso.

Già nel 1994 - sì, esattamente 26 anni fa - gli apicoltori europei manifestavano per le strade di Bruxelles per lo stato di disagio dell’apicoltura e nel 2007 persino la Dreamworks ha immaginato con Bee Movie un mondo dove le api si rifiutano di impollinare.

Oggi siamo di fronte a un calo vertiginoso del numero di api in circolazione, tanto che alcuni scienziati americani hanno coniato il termine “sindrome dello spopolamento degli alveari” (Colony Collapse Disorder). L’EFSA, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare che ha sede a Parma, riporta che le cause di questo impoverimento sono da attribuire ad un insieme di fattori: “gli effetti dell’agricoltura intensiva e dell’uso di pesticidi, la scarsa o del tutto insufficiente alimentazione delle api, virus, attacchi di agenti patogeni e specie invasive, come ad esempio l’acaro varroa (Varroa destructor), la vespa asiatica (Vespa velutina), il piccolo scarabeo dell’alveare (Aethina tumida) e l’acaro Tropilaelaps) - i vegetali geneticamente modificati e i cambiamenti ambientali”.

Come fare quindi per sapere se il nostro giardino, terrazzo o davanzale è bee-friendly? A parte fiori e fiorellini, ci sono una serie di piante che chiamano a sé le api più di altre: il Nocciolo, il Mandorlo, l’Albicocco, il Tarassaco (o dente di leone), il Tiglio e le piante aromatiche, come Rosmarino, Salvia, Timo, Menta, Origano e Lavanda.

Altra cosa di cui si parla molto ultimamente è come imparare a difendere le nostre api comuni dalle vespe arrivate da Oriente: le Vespe velutine, di cui si dice addirittura siano arrivate da noi nei container contenenti bonsai giapponesi. Purtroppo, il nostro ecosistema occidentale non ha ancora sviluppato armi di difesa contro queste enormi e rumorose bestiole, che terrorizzano letteralmente le api, aspettandole davanti alle arnie per sbranarle quando sono colme di polline. Eh si, la Natura è benevole e crudele allo stesso tempo. E guai a chi dice: “Usiamo lo spray!”. Solo rimedi naturali, come pastiglie di canfora o naftalina o bottiglie riempite con birra chiara con un tappo biotrappola, come Tap Trap, brevettato da Italiani.

Se anche dopo tutte queste considerazioni, proprio non riuscite a farvi piacere queste pelosette gialle e nere - o se siete allergici - , molte piante che attirano le api, attraggono anche tutta una serie di insetti “buoni”, come coccinelle, farfalle, bombi e sirfidi che, oltre a essere ottimi impollinatori, sono divoratori di insetti fitofagi, come gli afidi (comunemente chiamati pidocchi delle piante). Per i più esperti e creativi, poi, esiste la possibilità di creare un bug-hotel, una vera e propria casetta in legno piena di insenature e buchi che diventerà una piacevole tana per ogni sorta di insetto.

E se non avete neanche un angolino verde, potete sempre recarvi in un giardino botanico. Dalle nostre parti, c’è il Giardino La Pìca dove si può o diventare volontari o adottare un albero o un cespuglio oppure l’Orto Botanico "Ulisse Aldrovandi" di San Giovanni in Persiceto, che presenta una serie di ricostruzioni di ambienti. Se invece avete voglia di spostarvi un po’ di più ci sono i bellissimi orti botanici dell’UNIMORE (momentaneamente chiuso al pubblico per lavori di restauro) o dell’UNIBO, che contiene circa 1800 specie arboree. Lì potrete ammirare api e insetti di ogni tipo e prendere confidenza con i vari ronzii. Quindi, niente scuse: le api ci salveranno e noi dobbiamo cominciare a volergli bene.

Benedetta Molinari
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