28/05/2020

“La Baracchina” del Parco Rocca: viaggio nel tempo tra gli Anni 90 e la “movida” sanfeliciana

Intervista a Giuseppe Maurizio Soffiati, gestore tra il 1990 e il 1998 del bar ai piedi del Castello

In un precedente articolo vi ho raccontato di Rocca Radio e di come abbia segnato la riscossa culturale di una generazione sanfeliciana ben precisa. Oggi invece vi voglio parlare di un locale che, con le sue diverse gestioni nel corso degli anni, è sempre stato un punto di ritrovo per la stragrande maggioranza dei ragazzi di San Felice sul Panaro: il chiosco del Parco Rocca.

Diciamocelo, tutti noi abbiamo passato diversi pomeriggi o diverse serate a bere un drink nel luogo di incontro per antonomasia tra le diverse compagnie di amici del nostro paese. Lo hanno fatto i coetanei dei miei genitori, quando ancora il bar ai piedi della Rocca era gestito dal mitologico “Pavlìn”, fino ad arrivare ai giorni nostri con l’attuale gestione del Kakao Cafè.

C’è un periodo intermedio però, in cui la cosiddetta “Baracchina” ha attraversato forse il picco di massima frequentazione e varietà della clientela, che risale agli anni Novanta. In questo difficile momento, appena successivo alla fase calda dell’emergenza sanitaria, si registra una gran voglia di tornare a fare “movida”.

Com’era quella sanfeliciana in quello che fu un decennio rivoluzionario dal punto di vista sociale e politico? Ho voluto approfondire intervistando Giuseppe Maurizio Soffiati - per tutti “Soffio” - che assieme alla sua famiglia è stato gestore del bar tra il 1990 e il 1998, e farmi raccontare con un pizzico di nostalgia, il clima che si respirava in quegli anni.

In quali anni la tua famiglia ha gestito quella che all'epoca era per tutti la "Baracchina" del prato Rocca e che clima si respirava nella San Felice di quegli anni?

Con la mia famiglia acquistammo quella che tu giustamente ricordi come la “Baracchina” nonostante fossi molto piccolo, esattamente nel 1990 e la gestimmo fino al 1998. Ti dirò, ritengo gli anni Novanta molto diversi e a parer mio migliori rispetto agli altri decenni. Sono stati sicuramente uno dei periodi più belli, assieme agli anni Ottanta.

Che differenze noti nella clientela di ieri e quella attuale, specialmente nelle abitudini di chi frequenta uno dei principali luoghi di ritrovo del nostro paese?

Devo dire che la tipologia della clientela era molto più varia rispetto ad oggi. La gente usciva la sera, spesso intere famiglie e si andava dal ragazzino quattordicenne al signore più anziano. Nel locale c’era anche la possibilità di giocare a carte ed era questo che ne faceva un punto di ritrovo anche per persone più mature. Era un tipo di convivenza e di rapporti che ritengo oggi non ci sia piu’. Nel tempo si sono un po’ perse le condizioni e soprattutto i valori. Credo che in quegli anni si respirasse la felicità delle persone e la cordialità nei rapporti personali.

Oggi, almeno fino all'estate scorsa, il prato della Rocca è animato intensamente da eventi sporadici durante l'estate (Ciapa la Galeina, fiere, Color Run ecc.). Era così anche in quegli anni oppure la partecipazione e la vita in centro storico e nel parco era molto più costante e ricca in tutto il periodo estivo?

Gli spettacoli e le attrazioni nel prato Rocca non erano così frequenti, anche perché non era permesso utilizzarlo tanto come succede negli ultimi anni, il Comune non dava il permesso, a parer mio giustamente. Veniva fatta eccezione per i periodi delle fiere di giugno e settembre, quando il prato veniva utilizzato per qualche attrazione, ma stando ben attenti a non rovinarlo. Lo stesso avveniva per l’utilizzo dell’area adiacente alla "Baracchina", per intenderci il parco.
Per quanto riguarda noi, come locale facevamo spesso serate di piano-bar nei fine settimana e la gente veniva in Baracchina letteralmente a fiumi.
La situazione e il clima che si erano creati, permettevano che il locale fosse apprezzato davvero da persone di tutte le età. Eravamo diventati un punto di riferimento per il paese.


Oggi si dice spesso che il centro storico ha perso di vitalità, sia per il sisma che per la tendenza a spostarsi sempre più spesso fuori da San Felice. Tu, da persona che ha vissuto la "Baracchina" negli anni 90, da dove partiresti per rilanciare il centro?

Diamo la colpa al sisma per lo svuotamento del Centro, ma secondo me non è così, o quantomeno non è solo per questo. Già dai primi anni Duemila la situazione è cambiata, con l’avvento dei centri commerciali, dei cinema multisala, e di un'offerta sempre in crescendo. Credo perciò che nei piccoli comuni i locali non abbiano grandi possibilità di sopravvivenza. Penso questo perchè è possibile organizzare tutte le attrazioni che si vogliono, ma a mio giudizio non si potrà mai tornare alle condizioni che si sono verificate in quegli anni.
Oggi le esigenze, specie dei più giovani sono cambiate, naturalmente non per colpa loro.
Sono sincero, oggi non saprei proprio da dove partire per rilanciare il centro. Riconosco di essere un po’ pessimista, forse perchè ricordo troppo spesso il passato.


Domanda di rito, se ti dovessi chiedere un momento, un episodio per te indimenticabile di quegli anni, che cosa ti viene in mente?

Non ho episodi in particolare o momenti indimenticabili, ma ricordo sicuramente un periodo molto bello di cui sento grande nostalgia. E credo di non essere l’unico.
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