06/08/2020

Il Chiosco in piazza della Rocca: quando i luoghi continuano a vivere nei ricordi di chi li ha frequentati

Intervista a Franco Ferrari, figlio dell’allora proprietario Fermo, all’epoca collaboratore della baracchina in gestione alla sua famiglia

I luoghi dove i sanfeliciani hanno lasciato il cuore e i ricordi sono tantissimi. Alcuni di questi non ci sono più, spariti assieme ad un'epoca storica che per le più disparate ragioni non tornerà più. Uno di questi è senz’altro il chioschetto che a cavallo degli Anni 60 e 70 era ubicato esattamente nella piazza del vecchio Municipio, fungendo da fulcro tra due luoghi simbolo per San Felice, Rocca e Teatro Comunale.

L’attività del bar era gestita da Fermo Ferrari e per Piazza del Mercato ho voluto approfondirne la storia intervistando suo figlio, Franco, che all’epoca aiutava suo padre nella gestione del locale.

Tuo papà lo ricordiamo tutti per aver gestito il chiosco di fronte alla Rocca Estense. Domanda soprattutto per i più giovani, quando è iniziata l'esistenza di un luogo simbolo della San Felice di quegli anni?

Mi fa molto piacere che in molti ricordino mio padre come il gestore della baracchina di fronte alla Rocca Estense, e mi fa anche molto emozionare tornare indietro coi ricordi.
Per questo ti voglio dire alcune cose che forse molti meno a ricordano, ossia che mio padre iniziò a vendere i gelati con un carretto spinto a mano. Come stile immagina gli inizi degli Anni 50. In diverse località balneari ancora oggi i gelati in spiaggia vengono venduti da ambulanti dotati di questi carretti attrezzati. Successivamente passò all’utilizzo di una vespa con sidecar, modificandolo per consentire il trasporto dei gelati anche nelle frazioni o agglomerati di case nell'area sanfeliciana e della bassa modenese.
Purtroppo non saprei dirti con precisione l’anno esatto in cui mio padre, in collaborazione con mio un mio zio, costruì la baracchina davanti alla Rocca Estense e iniziò l’attività.


Quale era la vostra clientela tipo? Erano più gli anziani del nostro paese oppure i giovani all'epoca?

Parlandone anche con mia madre, fino a metà degli anni 60 o forse anche a qualche anno successivo, la nostra clientela era ben proporzionata tra le varie fasce di età.

Con il proseguire degli anni e la locazione della baracchina nel centro storico per il rispetto della quiete pubblica, mio padre tolse il juke-box , il biliardino e il flipper, grande attrazione per i giovani alla fine degli Anni 60.

Così la nostra clientela dagli Anni 70 subì un cambiamento, con più persone di mezza età, anziani e alcune compagnie di ragazzi. Quelli che mancavano forse di più erano gli adolescenti.


Vista la posizione, avete sempre avuto un occhio vigile sul centro storico e sulla sua vita. Probabilmente all'epoca il nostro centro era più vissuto. Che cosa ha portato secondo te ad un progressivo spopolamento? Solo il sisma o un cambio complessivo negli stili di vita delle persone, più propense a spostarsi?

Inizierei dicendoti che fino alla fine degli Anni 80 la popolazione, e non solo quella sanfeliciana, frequentava bar, gelaterie, “baracchine”, cinema, teatri, discoteche, stadi, palestre. Voglio dire che si usciva di casa maggiormente, ma soprattutto in fasce orarie diverse, ad esempio si andava in discoteca alla domenica pomeriggio.

E’ sotto gli occhi di tutti che i centri storici della bassa modenese causa il sisma sono ancora poco vivibili, ed è anche vero che per andare al cinema devi spostarti a Cento o a Modena.

Sicuramente gli stili di vita delle persone sono cambiati. Un esempio di questo cambiamento è la maggior parte dei bar, che chiude alle ore 20. Va però tenuto presente che nel corso degli anni i sanfeliciani si sono sempre dimostrati molto propensi a spostarsi dal proprio paese verso altre località.


Quando si è chiusa l'esperienza del vostro chiosco?

Mio padre cessò l’attività nel 1979.

Se dovessi chiederti un momento, un avvenimento o un episodio indimenticabile di quegli anni legato a questo simbolo, che cosa ti viene in mente?

Sicuramente la Fiera Campionaria, che agli inizi degli Anni 70 era inglobata all’interno del perimetro della Fiera di Settembre nel suo complesso. Era impressionante vedere quanta gente si muoveva e la frequentava, in rapporto alle fiere di questi ultimi anni, anche prima del terremoto del 2012.

Uno degli avvenimento che ricordo risale al 6 maggio 1976, quando vi fu il terremoto in Friuli attorno alle 21 ed io ero in servizio alla baracchina. Avevo appena consegnato un ghiacciolo ad un signore seduto al tavolino, quando lo lanciò in mezzo alla strada poichè ebbe la sensazione di avere un malore. Fortunatamente, a parte la paura, tutto finì bene.

Come non scordarsi poi il mitico Cornetto “Fiammetta”, che quando uscì nel 1973 ebbe un grande successo per il suo rapporto qualità-prezzo. Ricordo che costava 70 lire.
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