03/07/2020

Circolo ARCI di Confine: “Dopo 28 anni la voglia di fare non ci manca, vogliamo ripartire!”

Intervista a Mirco Cirelli, presidente della realtà che in poco più di un quarto di secolo è diventata il punto di aggregazione principale di tutta la frazione di Ponte San Pellegrino

Il nostro percorso attraverso le associazioni sanfeliciane non si ferma. Questa volta abbiamo intervistato Mirco Cirelli, presidente di un’importante realtà associativa del nostro paese che dal 1992 raccoglie attorno a sé gran parte della comunità nella frazione di Confine: il Circolo Arci Gruppo Imperiale, ubicato in Via Ferrino 365.

Il circolo infatti, come ci racconta Mirco, ha un cospicuo numero di soci, pari circa a 150 persone, ed è uno dei punti fermi della frazione:

“La fondazione del circolo è nata sostanzialmente da un'esigenza perché allora nel giro di soli 6 mesi avevano chiuso tutti e tre i bar di Confine. Non c’era più un luogo di ritrovo per la comunità e da qui la necessità di creare qualcosa alla portata di tutti, che ci permettesse di ritrovarsi alla sera, d’estate o dopo il lavoro.”

Mirco continua il suo racconto con un po’ di nostalgia: “Tutto è partito dai nostri genitori, un gruppetto di circa 25 fondatori. Poco a poco ci si è allargati sempre di più e con le nostre forze siamo arrivati a mettere insieme qualcosa di unico. Abbiamo il nostro piccolo bar, il campo sportivo adiacente che è gestito dalla Polisportiva, il nostro piccolo parco giochi e la tensostruttura che utilizziamo per i nostri eventi, soprattutto quelli mangerecci”.

Il racconto prosegue e Cirelli, con l’aiuto di qualche socio arrivato lì per caso, ma da subito partecipe alla nostra chiacchierata, ci elenca tutte le diverse attività che negli ultimi anni hanno contraddistinto il circolo:

“Negli ultimi tempi ci siamo allargati molto e spesso cerchiamo di organizzare eventi ed attività che coinvolgono numeri sempre maggiori di persone, come i pranzi e la gara di grigliate che solitamente organizziamo durante il periodo estivo, ma che quest’anno abbiamo dovuto escludere dal programma a causa delle severe norme di sicurezza dovute al Covid. La nostra punta di diamante è contraddistinta dalla Sagra della Madonna della Valle che occupa le ultime due settimane del mese di luglio e prevede sette giornate condite da funzione religiosa, cibo, ballo e “lo stare insieme”, che per noi è la cosa più importante”.

“Normalmente con la sagra raggiungiamo numeri notevoli perché ospitiamo una media di circa 350-400 persone a pasto. Purtroppo però, anche in questo caso, per quest’anno dovremo farne a meno a causa delle regole ferree”.

Mirco sottolinea poi una cosa a cui tiene molto: “Noi siamo un APS (associazione a promozione sociale) e perciò non abbiamo nessun fine di lucro, anzi non sarebbe nemmeno il nostro obiettivo. Tutti i nostri guadagni vengono, oltre che utilizzati che per qualche miglioria e per la copertura delle spese, donati ad altre associazioni o gruppi. Questo è successo ad esempio per il terremoto, ma anche in questo grande periodo di difficoltà dove abbiamo donato circa 7.000€ tra Croce Blu e Protezione Civile>>.

A Questo punto parte la fatidica e ultima domanda: è il Covid?

“Il Coronavirus non ci ha fermato e abbiamo riaperto il bar dal 25 di maggio. Per ora non possiamo giocare a carte e a biliardino, ma abbiamo svolto un pranzo il 27 di giugno, che per noi ha significato un primo passo verso la normalità. Abbiamo tanta voglia di ripartire con tutte le nostre attività>>.

È sempre bello vedere come non ci si fermi mai. Caratteristica tipica del nostro spirito emiliano, e Mirco con il Gruppo ARCI di Confine, sono un grandissimo esempio di unione, amicizia e tenacia.
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Autori: Alex Cestari.
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