19/02/2020

Donare per sentirsi vivi: la facilità e l’importanza di questo gesto

La testimonianza di Giulia, ricevente e testimonial ADMO, e i preziosi consigli dell’ infermier Pirazzoli

È una fredda mattina di gennaio di due anni fa quando, per una serie di circostanze, mi trovo nei corridoi dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano. Sono le 7:00 del mattino, ma la frenesia del luogo fa sembrare la giornata iniziata già da tanto: la realtà è che qui le giornate non finiscono mai. Corridoi, scale, ascensori poi una porta piena di disegni, in cima: “Reparto di oncologia pediatrica”. Mi metto in fila per attendere l’apertura e mentre il tempo sembra non passare, dietro a me iniziano ad accodarsi decine di famiglie. Finalmente aprono le porte. Davanti ai miei occhi la sala d’attesa più strana della storia: divani colorati, librerie, videogiochi, quaderni, colori e volontari vestiti da pagliacci.

Quella porta non avrei mai voluto varcarla.

Davanti a me una bimba – avrà 7/8 anni- sorride, sembra felice, ma è senza capelli e senza una gamba. La stanza inizia a riempirsi e io sempre più attonita ad osservare la realtà che mi circonda. Bambini piccoli, troppo, pelati e stanchi. Alcuni senza arti, altri con visibili cicatrici sulla testa, altri ancora semplicemente dormienti sui divani, demoliti dalle cure chemioterapiche. Il tempo si ferma. Io vorrei scappare, assalita da una fortissima sensazione di impotenza. Ma no. Decido che io qualcosa nel mio piccolo lo posso fare, tutti Voi potete farlo.

Siamo costantemente circondati da campagne di sensibilizzazione alla donazione di sangue, midollo osseo od organi. Eppure, nonostante ciò, i donatori non sono mai abbastanza. C’è chi non conosce, chi ha paura o chi per pigrizia non muove un dito. E intanto, attorno a noi, c’è gente che non può aspettare le scuse dei tanti che decidono di non fare la differenza, attorno a noi i tumori uccidono.

Secondo il Registro Italiano Donatori Midollo Osseo, a dicembre 2019 i donatori sfioravano quota 450 mila, in testa l’Emilia Romagna che si attesta il primato con più di 8'600 iscritti solo nell’ultimo anno, 1'807 in provincia di Modena.

Chiediamo a Luca Pirazzoli, cofondatore dello studio infermieristico associato di San Prospero (MO), come ci si iscrive ad ADMO e come si può donare.

“Diventare donatori è estremamente facile. Se si ha un’età compresa tra i 18 e i 35, e si gode di buona salute, è sufficiente contattare il centro ADMO più vicino e richiedere un colloquio. Dopo il colloquio col medico, si firma il consenso informato e si viene sottoposti ad un semplice prelievo del sangue o, come nella maggior parte dei casi, di saliva, procedura dalla durata massima di 15 minuti. Il campione verrà poi tipizzato, verranno cioè estratti i dati genetici, indispensabili per verificare la compatibilità con un paziente. Tali informazioni vengono poi inserite nel Registro Nazionale, collegato con tutti i Registri internazionali. Da quel momento si diventa un potenziale donatore di midollo osseo. La disponibilità del donatore, anonima e gratuita, non ha limiti geografici: si può donare per un paziente italiano come per un paziente che vive dall’altra parte del mondo.”

Luca, per quale motivo il vostro studio infermieristico ha deciso di dare questo importante servizio alla cittadinanza? Da quanto tempo lo offrite?

“Offriamo questo servizio da circa due anni. Da quando sono sanitario volontario ADMO ho cercato pian piano di coinvolgere amici e conoscenti in questo meraviglioso progetto di solidarietà, rimanendo colpito da quanta disinformazione ci fosse rispetto alle modalità di donazione o all’associazione stessa. Ci siamo dati l’obiettivo di provare a sensibilizzare più persone possibili e provare a sfatare qualche falso mito, utilizzando il nostro studio come luogo in cui eseguire il tampone salivare o semplicemente in cui dare informazioni. Siamo vicini ai cittadini, ma soprattutto al servizio dei più deboli. Dobbiamo ricordare che solo una persona su centomila è compatibile: da qui nasce la necessità di reclutare sempre più donatori. Più siamo e più aumenta la possibilità di salvare vite: ognuno di noi può essere quella persona!
Donare midollo osseo non ha alcun rischio, se non quelli a cui si va in contro con un qualsiasi intervento chirurgico. A tal proposito, una volta riscontrata compatibilità, il donatore viene sottoposto ad una serie di esami clinici per scongiurare qualsiasi complicanza e per salvaguardare prima di tutto la sua salute.”

Ci siamo mai intimamente chiesti perché è così importante donare midollo osseo? Chiediamolo a Giulia Baraldi, 24 anni o, per meglio dire, 2 anni della sua nuova vita.

“A 20 anni mi hanno diagnosticato il Linfoma di Hodking. I mesi passavano e con loro i cicli di chemioterapia che si accanivano sul tumore per la quale continuavo ad essere recidiva. Tentai anche due cure con farmaci sperimentali – di cui una americana e talmente costosa per la quale ho dovuto ottenere il consenso dall’UE- ma l’unica soluzione rimasta era il trapianto. Dopo 6 mesi dall’inizio dell’ultima cura arrivò la notizia: in Germania c’era un donatore compatibile al 90%.
Dopo 45 giorni in camera sterile, il 24 Novembre 2017 alle ore 18 arrivò l'infermiere con la sacca di midollo: quel giorno sono rinata per la seconda volta.”

Giulia, cosa si prova nel ricevere questo indescrivibile dono?

“Aver ricevuto questo enorme regalo è la cosa più bella che mi sia capitata. Io non finirò mai di ringraziare chi mi ha regalato una seconda possibilità. Solo da quel giorno ho capito quanto sia importante vivere. Ho capito che la vita va vissuta in ogni sua sfaccettatura: ogni ora, ogni minuto e ogni secondo perché la vita è una e bisogna coglierla fino alla fine senza rimpianti.”

Cosa ti senti di dire a chi ignora l’importanza di questo gesto?

“Molti non donano perché non sanno. Non immaginano quanto sia importante vivere per chi riceve e non sanno che a loro effettivamente non costa nulla. Molti si nascondono dietro la paura degli aghi o dietro l’inconsapevolezza che il midollo osseo non è il midollo spinale.”

Allora per vivere a pieno è necessario andare oltre i propri limiti, oltre le proprie conoscenze ed oltre le proprie paure. Perché forse oggi non Vi sfiora, ma domani potrebbe riguardare la persona che amate e dopodomani anche Voi.

Scegliete di fare la differenza: donate vita.

Giulia Gambuzzi
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