30/04/2020

Fake News: l'altra minaccia ai giorni del Covid-19

Consigli utili sulle fonti scientifiche e di informazione affidabili ai tempi del Coronavirus

In questo periodo di sosta ai box forzata, causa Coronavirus, ho avuto più tempo del solito per fare molte cose, tra cui, ahimè, passare più tempo sui social... si sa, è lunga far arrivare ora di cena quando c'è poco o niente da fare. Non è trascorso un giorno da quel famoso 10 Marzo, l’inizio del lockdown italiano, senza che sui vari gruppi WhatsApp, o in diversi post, venissero condivise scoperte sensazionalistiche su come sconfiggere o prevenire il Covid-19.

Di giorno in giorno, nuovi vaccini e terapie salgono alla ribalta; sfortunatamente però, non su “Nature Medicine” o “Science” (due dei sacri testi della medicina), bensì su quella che, ormai, è diventata la piattaforma interattiva di “esperti” e “tuttologi” più consultata ai nostri giorni: Facebook! Tra tutte le panzane lette (sono talmente tante che scegliere la migliore è difficile) quella in assoluto più divertente e semplice da smentire, è stata di sicuro la teoria che sosteneva l’utilità di bevande calde nello sconfiggere il virus. Secondo “il dottorone” che ha scritto quella catena, il Coronavirus non sopravviveva a temperature superiori a 26°C. Peccato però, che in situazioni di normotermia, all’interno degli alveolociti (probabilmente primo target del nuovo Coronavirus[1]) la temperatura sia sempre intorno ai 37°C.

Un’altra fake, di stampo complottista, molto di moda in quarantena, è stata la credenza che il Covid-19 fosse stato creato in laboratorio; anche in questo caso il mondo scientifico ci viene in soccorso dimostrandoci che, il nostro “invisibile amico” è naturale al 100%[2].

Ci stavo per cascare pure io, grazie però all’esperienza maturata in questi anni come studente di medicina ho sviluppato la capacità di discernere una notizia falsa da una autentica, soprattutto in quest’ambito. Una sera, su un gruppo con dei miei compagni di corso mi arriva un messaggio, apparentemente frutto del lavoro/sproloquio di un cardiologo di Pavia, scritto in modo coerente, con un ordine logico-scientifico, degno di un luminare, sull’uso efficacissimo dell’eparina (comune farmaco anticoagulante) nella terapia della polmonite da SARS-Cov-2.

Subito dopo che mi è stato recapitato quel WhatsApp, il mio spirito critico ha iniziato a lavorare a pieni giri e si è messo alla ricerca di dati e articoli in letteratura che potessero confermare questa fantastica ipotesi terapeutica. Sfortunatamente, è stata una ricerca vana e infruttuosa. Nelle ore successive, questa fantastica notizia, è stata ripresa anche da diversi giornali online e siti d’informazione, con le più diverse attribuzioni: dal famigerato cardiologo pavese, a ortopedici bolognesi e varie altre autorità nei loro specifici ambiti, che però, di Covid-19 non possono essere considerati “massimi esperti”. Ed ecco che mi si faceva sempre più concreto un sospetto: siamo di fronte all’ennesima bufala.

Purtroppo, e dico purtroppo perché spero sempre si scopra qualcosa di efficace ed utile nella nostra battaglia, questo stupefacente uso off-label dell’eparina è stato smentito prontamente e definitivamente dal professor Burioni sulla sua rubrica MedicalFacts[3]. Quest’ultima è una pagina social che, a mio avviso, nel mare magno della spazzatura pubblicata sulle varie piattaforme, offre un porto sicuro a chi fa affidamento su fatti oggettivi e su dati scientifici per trovare la giusta informazione. Va però sottolineato che, pur non essendo la cura, questo farmaco può essere utile nel prevenire diverse complicanze scaturite dalle infezioni da Covid-19 nei pazienti più gravi e allettati, prime tra tutte la TEP (trombo-embolia-polmonare)[4]; di fatto sono in corso diversi studi a supporto di ciò.

In questo resoconto, che è quasi una cronistoria delle bufale della mia quarantena, ho voluto porre l’attenzione sul pericolo, sempre più concreto e sempre dietro l’angolo, della disinformazione e dell’incompetenza. Quello che posso consigliarvi, per non correre il rischio di essere il prossimo credulone di turno, è di affidarvi a fonti autorevoli (sanitarie e governative) e competenti in materia, per nominarne alcuni: Roberto Burioni (virologo), Pier Luigi Lo Palco (epidemiologo), Andrea Cossarizza (immunologo), e tanti altri che non riesco a citarvi. Di attingere a fonti fruibili da tutti - PubMed sarebbe eccellente, però è per gli addetti ai lavori - ma con comprovata affidabilità[5]: SkyTG24 come telegiornale, ANSA come agenzia di stampa, Sole24Ore come quotidiano.

È importante, di questi tempi, maturare coscienza e spirito critico, non prendere come oro colato catene di WhatsApp o articoli postati da chicchessia sui vari social: questo virus si combatte anche con la qualità dell’informazione che arriva all’utente medio dei social. Un vecchio proverbio recita: “guarda il santo e stimane il miracolo”! Ricordate, il vostro medico di famiglia può chiarire qualsiasi dubbio ed aiutare a fare chiarezza: non esitate a contattarlo qualora lo riteniate opportuno.

Leonardo Roncadi

Fonti citate:

[1] Hussin A. Rothan and Siddappa N. Byrareddy “The epidemiology and pathogenesis of coronavirus disease (COVID-19) outbreak”, J Autoimmun. 2020 May; 109: 102433.

[2] Kristian G.Andersen, Andrew Rambaut, W. Ian Lipkin, Edward C. Holmes & Robert F. Garry “The proximal origin of SARS-CoV-2”, NatureMedicine 26, 450–452 (2020)

[3] Medicalfacts di Roberto Burioni - La lettera del cardiologo di Pavia che gira su Whatsapp

[4] Ning Tang et. Al “Anticoagulant treatment is associated with decreased mortality in severe coronavirus disease 2019 patients with coagulopathy”, Journal of Thrombosis and Haemostasis, March 2020.

[5] Il Sole 24 Ore
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