01/05/2020

1°Maggio e Covid-19: come il virus cinese tiene in scacco i lavoratori

Intervista ai sindacalisti Erminio Veronesi (CGIL) e Andrea Sirianni (CISL)

Il primo maggio festeggiamo la Festa dei Lavoratori e dei diritti del lavoro. L’inizio del 2020, con l’avvento del Covid-19 porta con sé una serie di problematiche prima di tutto in ambito sanitario. Tuttavia l’argomento chiave della tanto attesa “Fase 2” è quello legato alla ripartenza economica del paese dopo il Lockdown. Questi mesi di quarantena hanno sì fermato il paese, ma allo stesso tempo hanno permesso di far evolvere il mondo del lavoro sotto l’aspetto dello smart working ad esempio, che porta con sé alcuni vantaggi trasversali tra cui quello dell’inquinamento.

Purtroppo però, a questi mesi, seguirà una crisi importante che vedrà registrarsi tagli ed esuberi nelle aziende. Come tutelare dunque i lavoratori? Come sfruttare questo periodo per sviluppare tecnologie che ci permettano di lavorare (quando possibile) comodamente da casa? Come affrontare questa crisi? Ne abbiamo parlato con due segretari sindacali di CGIL e CISL, rispettivamente Erminio Veronesi e Andrea Sirianni.

Veronesi ci parla in particolare della situazione della bassa modenese, delle realtà economiche di questa zona il cui nucleo portante, paradossalmente, non sentirà più di tanto questa crisi, anzi. Stiamo parlando del polo biomedicale. Questo settore, infatti sta aumentando i volumi della sua produzione e potrebbe fare da “cuscinetto” per eventuali esuberi in altre filiere. Ora i licenziamenti sono bloccati e gli effetti di questa crisi si potranno vedere soltanto tra alcuni mesi.

Al momento Veronesi prende ad esempio la situazione che si creò in seguito al sisma del 2012: «Questi mesi di chiusura danneggeranno maggiormente le realtà che già da prima si trovavano in difficoltà, il tema fondamentale per salvare il sistema è la riapertura in sicurezza. La crisi di questo periodo e le ipotesi di convivenza con il virus ci lasciano due importanti lezioni per il futuro. La prima è che bisogna attuare una rivisitazione del sistema industriale, spostandosi verso una digitalizzazione del lavoro, riducendo il digital divide e soprattutto volgendosi alla tutela ambientale. La seconda è che lo Stato torni protagonista negli investimenti pubblici per potenziare i settori cardine del sistema».

Il segretario Cisl dell’area dell’Emilia Centrale Andrea Sirianni sottolinea come una zona dalla grande vocazione esportatrice come la nostra subirà la crisi e di come, al momento non esistano ricette per affrontare la situazione.

Secondo Sirianni, il grande tema che dovremmo porci è come trasformare una crisi di questo genere in opportunità. Questa crisi sta ad esempio facendo emergere i lavoratori pagati in nero, sta anche facendo sì che consideri l’importanza dei giovani nei sistemi lavorativi. Una volta terminato questo periodo, la speranza è che le aziende illuminate, sotto l’aspetto dell’occupazione giovanile, possano impegnarsi ulteriormente in questa direzione, e che quelle più scettiche si rendano conto dell’importanza di investire sui giovani. In quest’ottica di “rinnovamento” del mondo del lavoro sono proprio i giovani, i nativi digitali a svolgere un ruolo fondamentale.

Le sfide che il Coronavirus ci sta mettendo davanti minano la stabilità delle aziende e la tutela dei lavoratori, portando alla luce le falle in quei settori in cui lo Stato non ha investito sufficientemente. Questi mesi devono servire da monito per il futuro, per ripartire tutti insieme nella stessa direzione.

Buona Festa dei Lavoratori
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Autori: Mattia Cocchi.
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