23/11/2019

Methanol Economy

Come l'utilizzo del metanolo può influire positivamente dal punto di vista ambientale ed energetico

Premessa

Questo articolo è stato scritto dando per assodato che siamo di fronte ad un drastico cambiamento climatico, in grandissima parte causato dalle attività umane. Questo è ciò che sostiene la maggior parte della comunità scientifica, basandosi sul risultato di un grandissimo numero di studi e ricerche. Se anche tu sei consapevole di ciò, spero che possa trovare l’articolo interessante e stimolante. Se al contrario pensi che tutto ciò sia completamente, o quasi, un processo naturale e ciclico, già avvenuto da prima della comparsa dell’uomo, e per questo non sia motivo di preoccupazione o spinta ad agire attivamente per evitarlo, spero di poter ammettere un giorno che avevi ragione.

Una possibilità per cambiare la situazione attuale è l’economia a idrogeno, che consiste nell’utilizzare l’idrogeno come vettore energetico, che darebbe grandissimi vantaggi dal punto di vista ambientale, tra cui principalmente quello di liberarsi dalla produzione di CO2 intrinsecamente legata all’utilizzo delle risorse fossili. L’idrogeno presenta però ancora una gran quantità di problemi, tra cui il suo trasporto e stoccaggio, estremamente difficili ed onerosi, che lo rendono assai poco diffuso, ed è difficile pensare che nel breve periodo riesca a sostituire su grande scala le attuali fonti di energia. Nel 2006 esce il libro “Beyond Oil and Gas: The Methanol Economy” di George Andrew Olah, un signore che nella sua vita ha fatto un po’ di cose, tra cui vincere un premio Nobel per la Chimica grazie al suo contributo alla chimica organica.

Per capire come possa essere utile al nostro discorso bisogna fare un passo indietro. Per rendersi conto della situazione attuale di consumo di petrolio, di gas naturale e delle fonti rinnovabili nel mondo, l’unico modo è avere dati alla mano, ed ENI fornisce in questo senso alcuni documenti molto interessanti.

Per avere un’idea della situazione attuale

Leggendo i documenti sopracitati si vede che nel 2018 sono stati prodotti nel mondo quasi 35 miliardi di barili di petrolio, che, pragmaticamente, equivalgono a circa 5 barili (poco meno di 800 litri) a testa all’anno (considerando bambini, anziani, persone che per vari motivi non hanno accesso ai derivati del petrolio …). Banalizzando, significa tanta, tanta CO2 prodotta da ognuno di noi. E questo senza considerare il carbone (ancora molto utilizzato per produrre elettricità) e altre fonti fossili. Si potrebbe pensare che comunque vada, il petrolio si sta in ogni caso esaurendo e per forza di cose dovremo trovare delle alternative se vogliamo continuare con il nostro tenore di vita. Non è così. Infatti, grazie ai grandissimi investimenti in ricerca di nuove tecnologie nel campo dell’Oil & Gas le riserve di petrolio dal 2000 a oggi sono aumentate di circa il 25% e, insieme alla produzione, sono in continua crescita.

Questo è il problema, ma bisogna essere propositivi!

A questo punto rientra nel discorso George A. Olah. Il suo libro parla di un’economia che si sposta verso l’utilizzo del metanolo come vettore energetico, idea ripresa da più parti e sempre più frequentemente. Il grandissimo vantaggio è che il metanolo è “pulito”, come il metano, dal punto di vista ambientale, ma con la sostanziale differenza di essere liquido, e quindi a parità di volume la quantità di energia immagazzinata è molto maggiore (circa il doppio se si parla di CNG) con ricadute positive su tutta la filiera produttiva e di consumo. Uno dei metodi con il quale può essere prodotto è partendo da CO2 e idrogeno: una cosa eccezionale perché lo renderebbe “carbon neutral”, cioè tanta CO2 si utilizza per produrlo, tanta CO2 viene liberata dalla sua combustione, facendo diventare così l’anidride carbonica una risorsa. Inoltre, si ovvierebbe ai problemi prima accennati sull’utilizzo diretto dell’idrogeno.

Il metanolo ha già tantissime applicazioni nell’industria chimica, ma può essere un ottimo sostituto della benzina e, in seguito a trattamento, anche del diesel, comportando solamente piccole modifiche ai motori dei mezzi di trasporto e una discreta quantità di vantaggi. In alcuni paesi del mondo questo già avviene.

Un caso molto interessante è quello dell’azienda islandese Carbon Recycling International, che ha sviluppato un impianto che serve proprio a questo: cattura CO2 da un impianto geotermico e insieme all’idrogeno prodotto in loco da fonti rinnovabili produce metanolo, che viene poi usato anche come carburante e venduto nel mercato inglese dove viene miscelato nella benzina. Recentemente CRI ha firmato un accordo con la Cina per la costruzione di un impianto simile di grandi potenzialità produttive.

Quindi?

Se solo una piccola parte degli investimenti fatti nel mondo dell’Oil & Gas venisse spostato nella ricerca di nuove tecnologie più pulite come quella del metanolo, la loro diffusione e il loro sviluppo sarebbero molto maggiori.

“Ma cosa possiamo fare noi in tutto questo?” potresti chiederti. La domanda giusta è: cosa posso fare io? Il mio parere è che sia utile, ed anche un dovere, mandare messaggi chiari al mondo politico, che guidano e prendono scelte per tutti noi, per far capire che la direzione giusta da intraprendere è quella di un allontanamento dalle risorse fossili ed un contemporaneo incentivo all’utilizzo di quelle più pulite, tramite leggi e investimenti. Nondimeno credo fermamente che ognuno di noi possa utilizzare in modo più critico e consapevole ciò che abbiamo a disposizione, e che tutto parta da gesti semplici come quello di utilizzare una borraccia al posto di una bottiglietta di plastica, perché prima o poi, se non si leva unanime la volontà di cambiamento, arriverà un giorno in cui ci verrà chiesto: e tu dov’eri mentre tutto questo accadeva?

Leonardo Bozzoli
Argomenti: 
Autori: .
Condividi: 
Web designer: Alex Mengoli