18/01/2020

Dai Padri ai Figli Costituenti

L' associazione italiana che si batte per tutelare e difendere i diritti delle generazioni future

Il decennio in arrivo sarà cruciale per le sorti della Terra e dei suoi prossimi abitanti, dato che il 2030 è considerato da gran parte degli scienziati come il punto di non ritorno per il riscaldamento globale. Per preservare la vita dei futuri cittadini (i “non ancora elettori” e i “non ancora nati”) così come l’abbiamo vissuta e la stiamo vivendo noi, è nata da meno di un anno un’associazione italiana chiamata “Figli Costituenti” che si pone l’obiettivo di implementare nella Costituzione, agli articoli 2 e 9, le seguenti diciture:

Articolo 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale anche nei confronti delle generazioni future. Promuove le condizioni per uno sviluppo sostenibile.

Articolo 9: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Riconosce e garantisce la tutela dell’ambiente come diritto fondamentale.

Figli Costituenti ha già presentato una proposta di legge a proposito e in questi mesi sta continuando a raccogliere firme per far sì che questi ideali possano diventare realtà. Sono tre gli obiettivi specifici che si sono dati: in primis equità intergenerazionale. Questo perché i futuri cittadini, che ancora non sono nati o non possono votare, devono essere considerati nelle politiche di un Paese che guarda verso il futuro. C’è bisogno di esercitare equità “orizzontale”, considerando anche chi vivrà in una società del futuro e non continuare con un’equità “verticale”, che tiene conto solamente di chi vive “qui ed ora”. In secondo luogo vi è la crescita sostenibile sociale, ambientale ed economica. Questo significa che è necessario far crescere il Paese guardando al futuro, verso un benessere a lungo termine, e non essere miopi ricercando un benessere a breve termine, compromettendo quello delle generazioni future. L’ONU ha da poco stilato l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, che comprende 169 traguardi da raggiungere in ambito di salvaguardia della pace e della solidarietà tra le persone, tra gli Stati e nei confronti dell’ambiente. Rispetto ad essa, l’Italia è ancora troppo indietro e molte lacune vanno colmate. L’ultimo punto portato avanti da Figli Costituenti, ma non meno importante, è la difesa dell’ambiente, che include tutto ciò che si può pensare di positivo per limitare il riscaldamento globale, per aumentare le aree boschive e tutelare la biodiversità animale e vegetale.

Queste proposte, ipotizzando che i legislatori riescano ad inserirle nella Costituzione e convertirle in leggi, potrebbero aprire la strada per la costruzione di una società più solidale e consapevole, anche nei confronti di chi ora non è abbastanza grande per poter comprendere le dinamiche di questo mondo, che sta evolvendosi così rapidamente. Come giovani “Millennials” e “Generazione Z” abbiamo il compito di attivarci per cercare di cambiare le cose che, finora, sono state escluse dal dibattito pubblico perché sono anche quelle che portano meno voti alle elezioni, nonostante si cerchi sempre di fare le cose “per i nostri figli e i nostri nipoti”. C’è un gran bisogno di chiedere a gran voce alla politica che i diritti delle generazioni future siano considerati tanto quanto quelli delle generazioni presenti, perché fino ad adesso ci si è barcamenati rimandando gli impegni impellenti a “chi verrà dopo”: adesso siamo arrivati noi.

Per quanto si dica che i giovani d’oggi siano tutti scansafatiche, bisogna far capire ai legislatori che la cosa migliore che possano fare per noi è considerarci. La speranza è che i Padri Costituenti possano essere soddisfatti di una nuova generazione che prende in mano con coraggio il suo futuro, come hanno fatto loro, ormai più di 70 anni fa.

Per concludere, prendo in prestito le parole del discorso di fine anno del Presidente Mattarella che, come sempre, si rivela in linea con tante sensibilità diverse e lancia un messaggio chiaro: “La fiducia va trasmessa ai giovani, ai quali viene sovente chiesta responsabilità, ma a cui dobbiamo al contempo affidare responsabilità”.

Lorenzo Bortolazzi
Argomenti: 
Autori: .
Condividi: 
Web designer: Alex Mengoli