06/11/2019

Senato, nasce la commissione contro il razzismo firmata Segre

È scandalo per la mancata unanimità che vede il centrodestra astenersi dal voto

La commissione contro il razzismo e l’antisemitismo è istituita. 151 i voti a favore, 0 voti contro e 98 gli astenuti. Liliana Segre non può comunque ritenersi soddisfatta, le astensioni sono infatti troppo pesanti per i temi toccati dal disegno di legge.

Lo scopo della commissione è il controllo delle convenzioni e degli accordi sovranazionali e internazionali relativi a fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio.

La proposta della Senatrice a vita tocca dunque temi storicamente delicati e drammaticamente attuali, tuttavia Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno deciso di non approvare la commissione e ciò ha scatenato lo sdegno tra le file del centrosinistra, Anpi e comunità ebraica che parlano di «offesa alla coscienza del Paese».

Quello che più preoccupa a seguito della votazione in Senato è che alcune delle principali forze politiche abbiano lanciato un segnale di sostanziale indifferenza riguardo temi quali odio e antisemitismo.

I motivi che hanno spinto il blocco di centrodestra ad astenersi sono diversi e contrastanti. La stessa Mara Carfagna ha preso le distanze dall’astensione dichiarando che Forza Italia sta tradendo i suoi valori e cambiando pelle.

Fratelli d’Italia non condivide il testo di legge definendola una «censura arbitraria delle idee non condivise dalle forze di maggioranza» e ne propone una rivisitazione.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, motiva invece così l'astensione: «Siamo contro razzismo, violenza, odio e antisemitismo senza se e senza ma. Tuttavia non vorremmo che qualcuno a sinistra spacciasse per razzismo quello che per noi è convinzione e diritto ovvero il ‘prima gli italiani’.».

Ad ogni modo non ci sono spiegazioni ne motivazioni che possano essere ritenute valide davanti all’astensionismo. E il risultato è sintomo del fatto che il “periodo di odio” che la Segre sognava di spazzare via è ancora tremendamente attuale.

La questione apre un dibattito che sposta l'attenzione dal puro discorso politico verso un discorso di tipo etico. In un clima di odio come quello in cui stiamo vivendo, dobbiamo dare per scontati questo tipo di argomenti? È ammissibile che esponenti politici, indubbiamente avversi a tematiche quali immigrazione e uguaglianza, si rifiutino di condannare questioni universali come l’antisemitismo e l’odio in genere?

L’idea della Segre era quella di lanciare un messaggio chiaro, dimostrando che tutta la politica italiana avesse l’intenzione di andare verso una direzione precisa. "Sono rimasta delusa e stupita che davanti a una mozione che proponeva l'istituzione di una commissione contro l'odio ci potessero essere dei distinguo" ha poi commentato la senatrice.

Temi fondamentali come l’uguaglianza e la tolleranza non devono e non possono essere messi in discussione o addirittura essere lasciati in secondo piano per dare spazio a scopi politici. Specialmente in un periodo storico come quello attuale in cui odio e discriminazione del “diverso” sono all’ordine del giorno.

Mattia Cocchi
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