07/03/2020

La vera rivoluzione? Restiamo uniti

Per affrontare le sfide che abbiamo davanti serve un nuovo approccio. Sono più le cose che abbiamo in comune rispetto alle differenze

In questi giorni strani è innegabile riflettere sul fatto che solo se si vive sulla propria pelle una situazione di emergenza, si può comprendere quali siano i VERI problemi. E i veri problemi, vi assicuro, stanno molto ma molto al di sopra delle spicciole schermaglie che la politica, di qualsiasi livello, sta mettendo in mostra in questo periodo.

Parlo della sinistra, perchè è l’area politica che conosco meglio e penso, davvero quelli che avrebbero dovuto accompagnare le fasce più esposte alla crisi economica e meno garantite della società, si sono trovati a parlare al proprio ombelico? Veramente continuano ad essere messe in mostra scissioni e divisioni autoreferenziali, il cui unico obiettivo è quello di preservare il proprio orticello o la propria rendita di posizione? Ovvio, naturale che poi si venga accusati di essere lontani dal mondo reale e dalle vere esigenze delle persone.

Fidatevi, Se davvero si vuole ricostruire, se si vuole ripartire, la parola d’ordine più rivoluzionaria è UNITA’. Sembra incredibile in un periodo storico del genere, eppure è così. E Per dimostrarlo, cito tre esempi molto diversi tra loro.

Il primo riguarda l’Europa, più precisamente quello che sta accadendo al confine greco-turco, dove si stima un possibile esodo di 3,5 milioni di profughi dalla Turchia al nostro continente, capace di causare una vera e propria emergenza umanitaria, se non gestito attraverso un serio coordinamento della cosiddetta “rotta balcanica”. Ecco, una sinistra europea che si rispetti, deve pretendere una soluzione unitaria a questa situazione, perchè i singoli stati sono vulnerabili e il continente culla della civiltà non può voltare la testa di fronte ai drammi vissuti a Lesbo e nei boschi lungo il fiume Evros.

Passiamo all’Italia. Lasciamo parlare i medici di Coronavirus, ma soffermiamoci sugli inevitabili strascichi che questa emergenza lascerà dal punto di vista economico. Voi credete davvero che le bordate, le divisioni e le polemiche di palazzo potranno servire? O forse ci sono questioni troppo impegnative da affrontare per rilanciare il nostro paese nei prossimi mesi, e la sinistra ne può uscire solo attraverso coesione - preceduta come è ovvio dalla discussione tra le varie anime che la compongono - e sintesi da cui scaturiscano proposte condivise.

Infine vi parlo della mia terra, la Bassa Modenese, che negli ultimi periodi ha conosciuto una maggiore frammentazione, anche dovuta alle legittime diversità di vedute politiche di chi oggi la governa. Se ci pensate però, gli obiettivi di fondo che cerchiamo di perseguire sono gli stessi. Da questa idea di fondo deve partire un nuovo approccio, una nuova narrazione e una nuova azione politica. Dal presupposto che siamo di fronte a sfide, obiettivi e traguardi troppo importanti per rischiare di affrontarle in solitaria. Per questo bisogna agire, e agire insieme.
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