13/11/2019

Rete WAM di Modena, la condivisione come chiave di Innovazione

Come funzione la Rete di Welfare Aziendale, progetto avviato dal Comune di Modena col coinvolgimento di imprese e dipendenti.

L’articolo 38 della Costituzione Italiana recita: “Ogni cittadino ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia”.

È proprio a questo enunciato che il Comune di Modena si è ispirato dando avvio al progetto Rete WAM “Welfare Aziendale di Modena”. Infatti, di fronte allo scenario attuale che registra un welfare state sempre più inadeguato, una diminuzione della spesa pubblica destinata al sociale, una mancanza di servizi capaci di leggere e soddisfare i nuovi bisogni sociali, come può un Ente Locale continuare ad assicurare i servizi di base ai propri cittadini?

È a questa domanda che il progetto “Rete WAM” tenta di dare una risposta, coinvolgendo il mondo delle imprese e i loro dipendenti, in una collaborazione sinergica tra settore privato e settore pubblico per favorire l’erogazione di servizi ai cittadini. A partire dal 2017 infatti, sono stati creati gruppi di lavoro per co-progettare e co-gestire servizi di welfare che rispondano in maniera adeguata alle esigenze sanitarie, sociali e familiari dei dipendenti delle imprese che hanno aderito al progetto e della comunità in generale.

Ad oggi sono stati ideati, progettati e realizzati ben 72 nuovi servizi che riguardano diversi ambiti del welfare: servizi alla persona, servizi salva tempo (es: la spesa pronta in ufficio, servizio di giardinaggio/pulizie a prezzo scontato), misure di conciliazione vita-lavoro (es: smart-working, asili nido aziendali), sanità e previdenza integrativa.

Un’impresa, soprattutto se di piccole-medie dimensioni faticherebbe a offrire individualmente ai propri dipendenti un servizio come la babysitter d’urgenza (che si attiva se il figlio si ammala). Infatti gli elevati costi da sostenere e gli oneri gestionali e organizzativi sono spesso insostenibili per la singola impresa. Se invece sono più di 50 le aziende, come nel caso del territorio di Modena, che co-partecipano all’erogazione di tali servizi in una logica di condivisione di idee, rischi e risorse, risulta più sostenibile e incentivante la lettura dei bisogni e la risposta agli stessi.

In pochi anni è nata quindi sul nostro territorio una delle soluzioni più innovative a livello nazionale per contrastare gli effetti negativi di un welfare-state ormai inadeguato: un sistema integrato di welfare pubblico-privato in cui è l’ente locale ad esserne il capofila e ad assumerne un ruolo di regia per facilitarne il funzionamento e il consolidamento. Le aziende private condividono soluzioni, conoscenze e risorse, rivitalizzando il tessuto produttivo, migliorando la qualità del mercato del lavoro locale e contribuendo a rafforzare la coesione sociale della comunità.

  A maggio 2019 la Rete modenese è stata premiata tra i 100 progetti che contribuiscono, a livello territoriale, al raggiungimento dei 17 Sustainable Development Goals (SDGs) fissati dall’ONU. Il “Premio PA sostenibile” ha riconosciuto nella “Rete WAM” un progetto innovativo di dialogo tra imprese private ed enti pubblici che ha l’obiettivo ultimo di assicurare benessere e sviluppo della comunità.

È la dimostrazione che, nonostante l’insufficienza e l’inadeguatezza dei servizi del welfare state, gli enti pubblici possono avere ancora un ruolo di protagonisti nella protezione dai rischi sociali e nel fornire risposte ai bisogni delle persone.

Maria Sapienza
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