07/05/2020

Rocca Radio, la storia di un mito rimasto nel cuore dei sanfeliciani

Intervista a Pier Giorgio Pedrazzi e Marco Guicciardi

Diciamocelo fuori dai denti, le “radio libere” sono state, a loro modo, un esempio calzante del fatto che, dove non arriva il legislatore ad innovare dal punto di vista normativo contesti obsoleti, spesso interviene il potere giudiziario accelerando processi destinati ad essere irreversibili. E’ il caso della sentenza n.202 della Corte Costituzionale nel 1976 che, in estrema sintesi, dichiarava incostituzionale il monopolio pubblico delle frequenze su scala locale, in quanto si prendeva atto dell’occupazione delle stesse da parte di imprese private. Da qui nacque il cosiddetto “Caos dell’etere” che diede inizio ad uno dei periodi di maggior fermento culturale, musicale e radiofonico per l’Italia.

Anche nella nostra San Felice in quegli anni qualcosa si mosse, e vide la luce Rocca Radio, un vero e proprio simbolo per i giovani dell’epoca, rimasto anche in seguito un mito intramontabile, tutt’ora ricordato da quelli che a cavallo degli anni ‘70 e ‘80 avvicendarono le loro voci e i loro programmi radiofonici al microfono dell’emittente sanfeliciana.
Complice il fascino per il mondo radiofonico e la bella esperienza da conduttore in una web radio locale, ho deciso di intervistare Pier Giorgio Pedrazzi e Marco Guicciardi (per i sanfeliciani, mio padre! ndr), due componenti storici di Rocca Radio, per farmi raccontare un po’ di storie ed immergermi al massimo nell’ispirazione assoluta che un periodo irripetibile come quello ha regalato.

1) Quando è nata di preciso Rocca Radio, e che cosa ha rappresentato per i ragazzi sanfeliciani dell'epoca questa emittente?

Pedrazzi: Le origini, il clima, il coinvolgimento dei ragazzi di allora e della stessa comunità sanfeliciana, ma non solo, traspare con molta evidenza dai tanti contributi scritti, visivi e musicali.
Io non sono sicuro di riuscire a rendere perfettamente tutto questo perchè Rocca Radio fu il risultato, nel bene e nel male, di tante menti, tante idee, tanti sogni personali che tentavano di realizzarsi attraverso la partecipazione.
Rocca Radio è stato un laboratorio di idee, coinvolgimenti, passioni personali e voglia di fare, anche per sfuggire alla vita del paese, fatta principalmente di bar, biliardo, partite a carte e tifo calcistico. Una noia e una alienazione mortali! Ma questo offriva il paese.
Erano i primi anni 70. Va contestualizzato e non è una cosa da poco.

Guicciardi: Purtroppo non riesco ad essere "storicamente" preciso ma certo possiamo collocarla nella prima metà degli anni 70. Io non ho avuto la fortuna di partecipare immediatamente alle programmazioni di Rocca Radio nella prima sede in un fabbricato rurale nella località Bosco della Saliceta ma soltanto quando essa si trasferì nella Rocca Estense; da questa suggestiva "location" l'emittente trovò poi la sua definitiva sede nei locali, certo più adeguati, di Via Molino.
Rocca Radio ha rappresentato per i giovani dell'epoca l'incarnazione del desiderio, non sto esagerando, di ascoltare e fruire liberamente e continuativamente di musica; fondamentalmente questo desiderio è stata la scintilla che ha innescato il fenomeno delle cosiddette "radio libere", infatti non dobbiamo dimenticare che era quasi impossibile ascoltare musica, soprattutto musica di qualità; la radio nazionale aveva pochissimi programmi di musica "per giovani"; addirittura la musica d'autore italiana era relegata in spazi ristrettissimi, ricordo che l'unica trasmissione passava in tarda serata una volta alla settimana ed era condotta da Michelangelo Romano che, in seguito, divenne il produttore di celebri cantautori.
A rimarcare questa "fame di musica" vorrei ricordare che prima dell'avvento delle “libere” le uniche radio sulle quali faticosamente cercavamo di sintonizzarci erano Radio Montecarlo e Radio Capodistria che avevano una programmazione più improntata alla musica e, talvolta, in grado di proporre qualcosa di più alternativo rispetto alla musica "leggera" cui in un qualche modo, e con molti distinguo, il fenomeno delle radio libere intendeva "ribellarsi".

2) Gli anni 70-80 sono stati un periodo culturalmente e musicalmente molto creativo. A Rocca Radio che tipo di programmi trasmettevate all'epoca? Solo musica o anche programmi di attualità e cultura?

Guicciardi: Da un lato inizialmente la programmazione fu strutturata in blocchi, a comparti stagni cioè ad esempio il programma di musica d'autore cui seguiva l'ora di musica pop e, magari, anche l'ora di liscio e poi il segmento delle "dediche e richieste" e così via; ciò era anche determinato dal fatto che quasi tutto andava "in diretta" per cui vi era l'avvicendarsi delle diverse persone ai singoli programmi; successivamente, specie nella fascia del mattino, fu possibile costruire un nuovo format incaricando un unico programmatore musicale che nell'ambito di un organico "contenitore" inseriva via via brevi rubriche registrate (o anche condotte in diretta) che così hanno dato un volto più fresco e variegato alla programmazione. Sicuramente erano presenti ed anzi non potevano mancare rubriche e spazi sportivi, spesso riferiti all'ambito locale, ma anche qualche format che pur ispirato a leggendari programmi radiofonici nazionali erano a loro modo davvero molto originali e divertenti; mi riferisco in particolare a "La pantera rosa"(condotta da Vico Benatti ed Alberto Pedrazzi, in rigoroso ordine alfabetico notate) che realizzarono molte puntate veramente esilaranti e soprattutto creative ed intelligenti.
Il mio esordio fu col programma "Canzoni d'autore" che ho inizialmente condotto assieme a Marco "Gulliver" Gulinelli col quale si tentava qualche discussione suggerita appunto dai brani dei vari cantautori che, inequivocabilmente, affrontavano tematiche in precedenza quasi mai affrontate dal panorama della "leggera" diciamo tradizionale. In altri programmi o rubriche che ho successivamente condotto (L'altro - Il tappabuchi - The nightfly) non disdegnavo proporre qualche argomento d'attualità piuttosto che stralci di poesie o romanzi che però erano esclusivamente strumentali all'introduzione dei brani musicali.
Il tuo riferimento alla vivacità degli anni 70/80 è più che centrato; noi tutti di Rocca Radio possiamo affermare d'aver avuto il privilegio di proporre ai nostri ascoltatori tutta "la grande bellezza" di quegli anni caratterizzati da movimenti culturali e musicali indimenticabili e tuttora indimenticati. Non è possibile una estrema sintesi in questa sede che rischierebbe di diventare invero grossolana ma certo partendo dalla religione punk fino alla migliore disco (ancora puntualmente ascoltata e venerata ai giorni nostri) il percorso musicale di Rocca Radio è stato meraviglioso e direi, senza tema di smentita, fatto via via proponendo il meglio della musica internazionale anche con riferimento, spesso maniacale, a tendenze ed artisti "di nicchia".

Pedrazzi: Non c'è anno che non sia creativo per la musica, per il desiderio di innovare e, perchè no, di affrancarsi. Così sono stati anche gli anni 70.
Non compete a me parlare di questo, di cui non sono un vero esperto. Persone come Roberto Bellini, che ancora scrive di musica e gruppi dell'epoca sul gruppo Facebook di Rocca Radio, potrebbero esserti più d'aiuto di me. Dalle sue recensioni puoi immaginare qual era l'indirizzo musicale prevalente di RR, ma di sicuro, non facevamo solo musica.
Avevamo collaborazioni con Amministrazioni Comunali e Provinciali per dare il nostro contributo alla diffusione di notizie di interesse locale ed organizzavamo anche manifestazioni con velleità sportive e culturali, la diffusione di programmi di musica classica e leggera melodica del tempo. Numerose altre furono le iniziative, magari estemporanee, ma certamente non musicali quali: interviste in studio, con risposte in diretta telefonica, sugli argomenti più disparati quali, ad esempio, la salute.

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