04/09/2020

U.S. San Felice. Più di un secolo di discesa in campo.

Intervista ad Agostino Reggiani, Direttore Sportivo dell’U.S. San Felice, che ci ha raccontato la storia, l’organizzazione e il futuro della squadra di calcio del nostro paese

Le attività e i gruppi sportivi, così come le associazioni, sono uno dei punti nevralgici del nostro paese. Spesso punti di ritrovo per i più giovani, sono anche il modo migliore per introdurre i bambini al gioco di squadra e alla partecipazione di gruppo.

Questa volta, proseguendo il nostro percorso, abbiamo intervistato Agostino Reggiani, direttore generale del U.S. San felice, che ci racconta:

“Come squadra, il San felice, è nata nel 1912 con il nome Pro Patria San Felice, denominazione che è stata cambiata solo nel giugno del ’76 dopo la storica vittoria contro la Mirandolese, che ci portò a giocare nel campionato di Eccellenza. Ricordo ancora benissimo quella partita che giocammo al Braglia di Modena davanti a un sacco di persone, fu un emozione unica. Vincemmo la partita, ma per iscriversi all’Eccellenza era necessario cambiare il nome in quanto esisteva già una squadra, quella di Busto Arsizio, che giocava tra i professionisti e riportava quella denominazione”.

Mentre ci addentriamo sempre di più all’interno delle attività della squadra, Agostino mi spiega i dettagli:

“Ad oggi la nostra prima squadra gioca ancora in Eccellenza, dove a causa della chiusura anticipata del campionato dovuta al Covid, nella scorsa stagione ci siamo piazzati a metà classifica. Per quanto riguarda i settori giovanili invece cerchiamo sempre di collaborare con altri club della zona in modo tale da mantenere un buon vivaio, ma soprattutto per garantire a tutti, in special modo ai più piccoli, la possibilità di giocare a calcio senza togliere la gioia di questo sport a nessuno. In particolare, l’anno scorso abbiamo collaborato con il San Martino Spino, il Camposanto e il Massa, mentre da diversi anni oramai portiamo avanti la collaborazione con il Rivara per la gestione dei bambini fino ai 12 anni.
Queste collaborazioni servono, non solo a noi ma a tutti i quanti i club, per far fronte alla mancanza di uomini, alle rigide regole come quella che impone in prima squadra la presenza di almeno un giocatore per le singole classi ’99, ’00 e ’01, e ai nuovi protocolli imposti dalle normative anti-covid che riguardano soprattutto l’utilizzo degli spogliatoi. Questo problema in particolare ci ha causato negli ultimi mesi non poche difficoltà che stiamo riuscendo ad arginare grazie appunto alla collaborazione con altre squadre e all’impiego di altri impianti come quelli di San Biagio e Confine, per i quali stiamo collaborando con la Polisportiva Unione 90 al fine di sfruttare al massimo gli spazi.
La nostra priorità però rimane sempre quella di far giocare i ragazzi per evitare che vadano in strada: il calcio è anche un fattore sociale importante che non va dato per scontato”.
Il discorso però si complica, il calcio infatti, come tantissimi altri settori, negli ultimi mesi ha subito una brutta frenata. Reggiani ci racconta come sta procedendo l’avventura del san Felice in questi ultimi mesi:

“Il nostro settore è rimasto fermo per diversi mesi, ma le spese continuano ad esserci, come quelle dei Kit per le squadre e quelle degli stipendi che, seppure alleggeriti dalla gestione degli impianti da parte della Polisportiva, sono difficili da coprire. Il nostro obiettivo però è sempre stato quello di non fermarsi e di continuare, anche se con qualche piccolo taglio. Il periodo è difficile, ma fortunatamente in molti hanno capito la situazione, i calciatori in particolar modo, perciò sono disposti a rimanere con noi nonostante qualche taglio sostanziale.”

Ad Agostino chiediamo anche come sta procedendo l’organizzazione della stagione della prima squadra…

”Qualche giorno fa, dal 27 di agosto, infatti siamo riusciti a ripartire e ha preso il via la preparazione atletica della prima squadra. L’inizio del campionato è stato fissato all’11 di ottobre e, secondo i sorteggi svolti il 2 settembre scorso, il San Felice occuperà il girone B del torneo. Quest’anno, in modo particolare, il campionato sarà particolarmente difficile perché ora i gironi sono aumentati (da due sono passati a tre) e il numero di squadre per ognuno di queste si è abbassato a 14 anziché 18.

Su un totale di 14 squadre, le retrocessioni saranno 5, ma nonostante queste difficoltà puntiamo ad una stagione dignitosa che ci permetta di arrivare quanto prima alla salvezza, puntando quindi ad una posizione di metà classifica”.


e su Juniores e Giovanile…?

”Per quanto riguarda invece i settori Juniores e Giovanile, non sappiamo ancora nulla con esattezza sulla ripresa della stagione ma si presume che questa parta circa 15 giorni dopo rispetto quella della prima squadra. Situazione ancora diversa per la squadra allievi che, anche a causa dei problemi di cui parlavamo prima, è stata unita all’organico del Massa Finalese; per giunta quindi la squadra, per questa stagione, si allenerà a Massa e giocherà con la maglia della stessa, mentre per il prossimo anno prevediamo che si possa tornare a San Felice.

Infine però ci sono anche notizie positive riguardanti diversi miglioramenti dello stadio comunale che ci permetteranno di avere impianti più avanzati. Tra questi, anche attraverso i fondi pubblici, stiamo ultimando una nuova piattaforma nel retro dello stadio che dovrebbe essere completata entro l’anno, mentre è stato rinviata al prossimo anno la costruzione del campo sintetico nell’antistadio per poter annettere il bando a quello che ci permetterà di avere la nuova illuminazione a led del campo e della pista di atletica.

Nonostante questi miglioramenti in previsione e le tante difficoltà che abbiamo incontrato lungo il cammino, l’obiettivo fondamentale è quello di andare avanti lasciando spazio ai più giovani, sia sul campo che dietro le quinte”.
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Autori: Alex Cestari.
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